SERRAVALLE – INTERESSANTISSIMA SERATA PRESSO LA SALA DEL CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE DEL CADF – GRANDE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO E DI ORATORI NELL’AMBITO DELLA MANIFESTAZIONE DEI “VENERDI’ DEL TERRITORIO” VOLUTI DALLE PROLOCO DI RO E SERRAVALLE

Serravalle “Lungo le rive della storia” è questo il titolo del secondo dei “Venerdì del Territorio” voluti dalla Pro Loco Terre Bacchelliane” e dalla Pro Loco “Serravalle Insieme” con la non nascosta intenzione di “Capire il presente per Progettare il futuro”, che ha avuto luogo il venerdì 25 settembre, alle ore 21 a Serravalle. Quello che siamo lo dobbiamo ad una storia che è andata dipanandosi in trasformazioni territoriali, demografiche, politiche ed economiche; una storia che ci spinge a guardare al domani con serenità ma con determinazione.

L’analisi della genesi degli ultimi anni che hanno portato alla unificazione dei due territori degli ex comuni di Berra e di Ro è stata la relazione finale di Filippo Parisini. Un percorso fatto di attese e di decisioni che ora devono impegnare tutti a lavorare per contribuire allo sviluppo di un territorio vasto e ricco di opportunità. Per tale motivo l’incontro ha avuto il patrocinio del Comune di Riva del Po e ha registrato la collaborazione della Protezione Civile di Ro e del Consorzio Acque Delta Ferrarese, che ha messo a disposizione la bella sala del Centro di Educazione Ambientale “La Fabbrica dell’Acqua” consentendo la partecipazione di un folto pubblico costituito da cittadini, amministratori e consiglieri.

A dare apertura all’incontro è stato l’Arch. Giancarlo Medici che in un ponderoso intervento ha spiegato cosa sia il Parco Letterario legato alla storia dei luoghi descritti da Riccardo Bacchelli nel libro Il mulino del Po: luoghi che il grande scrittore ha inserito nel suo capolavoro e che meritano di essere conosciuti perché parlano di una civiltà fluviale ormai scomparsa. I mulini natanti, di cui Bacchelli fece esperienza nel frequentare la villa roese del senatore Arlotti, proprietario dell’ultimo mulino appiardato alla sponda destra del grande fiume.

A supporto dell’intervento di Medici alcune slides e le letture artisticamente proposte da Lara Mantovani e Angela Felisatti. E’ stata poi la volta del Dott. Alberto Astolfi, bibliotecario, storico e attuale vice-sindaco di Riva del Po con la presentazione della sua ultima fatica: il libro La guerra sul Po, epica vicenda del 22 dicembre 1509 svoltasi di fronte a Polesella fra la Casa d’Este e la Repubblica di Venezia e conclusasi con la vittoria dell’aquila estense.

A dire il vero, quello che Astolfi ha anticipato con dovizia di particolari è la ormai ristampa del primo libro sul medesimo argomento, edito nel 2000, ma con aggiunte e integrazioni che porteranno il lettore ad avere una esatta visione dei prodromi, dello svolgersi della battaglia e delle conseguenze che se ne ebbero. Il successivo intervento lo ha tenuto il Dott. Giovanni Raminelli, che ha presentato alcuni aspetti della dolorosa vicenda dell’eccidio di Ponte Albersano del 27 giugno 1901. Un fatto che ebbe ripercussioni politiche e sociali a livello nazionale e aprì localmente la strada ad una più consapevole presenza delle forze operaie, determinanti per la nascita dei comuni smembrati dal grande comune di Copparo (fra cui appunto Berra e Ro). Raminelli, che nel 2001 fu tra i relatori al Convegno Celebrativo del Centenario dell’eccidio, ha sollecitato gli attuali amministratori a pensare ad un adeguato rilievo da dare alla ormai prossima scadenza dei 120 anni dai fatti di Albersano, sperabilmente con ricerche e recupero di nuove fonti documentali.

La serata è stata animata anche dei canti del Trio “Masincanto” (tenore Luca Marchetti, basso Lino Guandalini, baritono Giorgio Gamba) diretto dal Maestro Gianmaria Raminelli: un madrigale dell’epoca della guerra di Polesella, due brani eseguiti in prima assoluta, preparati dal Maestro Raminelli sulle linee melodiche dei canti dei braccianti che ricordavano i feriti e i morti di Albersano e il Socialismo delle origini nelle campagne berresi.

Da ultimo alcune strofe del tradizionale Dies irae per i deceduti in quella tragica occasione.

(gio.ram.)

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