BERRA – IL COMUNE SOSTITUISCE GLI ARREDI DELLA SEDE COMUNALE E SPENDE 26.608 EURO – LA SIMONI INSISTE SULLA SCARSA TRASPARENZA DELLA DETERMINA CHE STABILISCE LA SPESA

Berra – Una determina di 26.608,40 euro per fornitura e montaggio arredi per uffici sede municipale di Berra hanno innescato una polemica infinita. Il tutto perché la determina riporta solamente il materiale che verrà acquistato e non la quantità, che fa pensare ad una spesa oltremodo esosa, priva di fondamento, dando addito a cattivi pensieri.

Prova  a fare chiarezza l’assessore ai lavori pubblici Marco Pozzati, ma è solo un tentativo, perché di fatto non fa altro che ripetere quello che dice la delibera, senza quantificare gli acquisti ma semplicemente dicendo: “Tutta la determina riguarda quindi arredo ufficio dipendenti”. E questo lo si era capito. E così si scatena il dibattito.

“Quando si fanno gli atti bisognerebbe essere un tantino più precisi perché poi si finisce per trarre in inganno il lettore – dice Daniela Simoni, consigliera di minoranza, che poi chiede – Con questi quasi 28mila euro quanti e quali uffici vengono allestiti?”.

La discussione a distanza prosegue ma del numero degli acquisti non vi è traccia, con l’assessore Pozzati che insiste: “Il numero di uffici che andranno rivisti francamente a memoria non lo so poiché ogni settore ha avanzato le proprie richieste. Di sicuro al piano terra del municipio di Berra tornerà il servizio tecnico, mentre il servizio scuola, oggi diviso, sarà accorpato nel settore di fronte alla porta d’ingresso. Per la lista completa degli interventi l’ufficio tecnico è a disposizione, non ci sono mica segreti”.

Per i consiglieri, forse, ma per i cittadini quelle porte sono sicuramente chiuse. E la discussione procede su altre polemiche e scontri, ma della lista della spesa di questi 26.608,40 euro nemmeno l’ombra. E non è la prima volta che una determina esce incompleta, non certo dal punto di vista legale, ma sicuramente per l’assenza di specifiche. Ad esempio un impegno di 200mila euro per asfaltare 4 strade: non si sa quali. Quattro pensiline da aggiustare: non si sa quali. E l’elenco diventa lungo quante sono le determine.

Eppure basterebbe poco per avere un’amministrazione trasparente anche per il cittadino.

(d.m.b.)

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