lunedì, Luglio 15, 2024
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RO – CADF HA SOSTITUITO 3 FILTRI, I PIU’ VECCHI, NELLA CENTRALE DI POTABILIZZAZIONE DI RO – COSTO 150MILA EURO

Ro – A causa dell’età dei filtri ed all’assottigliamento del ferro nella parte sommitale, dovuto allo sfregamento che la sabbia genera sulle pareti durante le fasi di contro lavaggio, i 3 filtri più vecchi della Centrale di Potabilizzazione dell’acqua a Ro, risultati fortemente ammalorata, sono stati sostituiti.

“Essendo i filtri integrati nella copertura del fabbricato che li contiene – spiegano i tecnici di Cadfdopo un’accurata indagine dello stato del materiale della parte sottostante si è optato per la completa sostituzione della calotta superiore e delle tubazioni interne, anch’esse molto usurate”.

Le nuove calotte di diametro 3,5 m ed altezza 3 m, sono state realizzate in acciaio inox AISI 304, opportunamente verniciate per il contatto con acqua potabile. La parte non sostituita è stata anch’essa sottoposta a trattamenti di pulizia e riverniciatura.

“L’accoppiamento tra le due parti è stato ottenuto mediante una flangia costruita ad oc di diametro 3,5 m e 72 bulloni in acciaio inox – spiegano ancora i tecnici – Onde evitare lavorazioni in cantiere che avrebbero potuto danneggiare le verniciature e viste le importanti dimensioni, l’intera parte superiore è stata realizzata completamente in officina e poi portata in centrale mediante trasporti eccezionali. Per l’installazione è stato anche necessario l’utilizzo di autogru di notevoli dimensioni”.

Il costo complessivo dell’intervento è stato di 150.000 euro. La centrale di potabilizzazione di Ro si compone di due linee di processo che utilizzano, quale tecnica di trattamento, la filtrazione biologica. La filtrazione biologica consiste in una ossidazione dell’acqua con aria o direttamente con ossigeno puro, seguita da una filtrazione su sabbia opportunamente strutturata. Questa tipologia di trattamento consente di non incorrere nella formazione di cloro-derivati, essendo praticamente nullo il dosaggio di sostanze chimiche e, in più, rende il processo di potabilizzazione più semplice ed elastico. I filtri sono riempiti con sabbia quarzifera su cui è stata fatta crescere una massa di microrganismi aerobi specializzata nel trarre l’energia necessaria alla sua crescita dall’ossidazione dei vari composti organici ed inorganici presenti nell’acqua di pozzo.

Così l’ammoniaca è ossidata a nitrato, l’idrogeno solforato a solfato, il ferro e il manganese rispettivamente a idrossido e biossido insolubili, mentre il metano è ossidato ad anidride carbonica ed acqua. Per mantenere efficiente lo strato filtrante si rende necessario il lavaggio in controcorrente periodico dei filtri. Il ciclo di lavaggio, che può essere gestito sia manualmente che in automatico, prevede una prima fase con aria, una seconda fase con aria ed acqua ed una terza fase con sola acqua.

I filtri a sabbia presenti nella linea 1 sono 11, realizzati in tre epoche differenti. I primi risalgono alla fine degli anni ’60, sono in ferro verniciato, hanno diametro di 3,5 m ed altezza complessiva di circa 4 m.

(da CADF)

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