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COPPARO – COMMOVENTE CERIMONIA AL MUSEO LA TRATTA PER RICORDARE ROBERT MCINTOSH IL GIOVANE PILOTA AMERICANO CADUTO IN GUERRA E RECUPERATO DOPO 71 ANNI DAGLI ARCHEOLOGI DELL’ARIA – SABATO 30 OTTOBRE 2021

Comunicato Comune di Copparo (FE) – PACE E DEMOCRAZIA NEL RICORDO DI ROBERT MCINTOSH –
I familiari del giovane pilota statunitense a Copparo per una suggestiva cerimonia

I valori della pace e della democrazia sono stati protagonisti dell’emozionante cerimonia di sabato 30 ottobre al Museo La Tratta.

Una mattinata dedicata alla memoria, organizzata dagli Archeologi dell’Aria, in collaborazione con l’associazione Storia in Griogio-Verde, in occasione della visita di Michelle Mattson, nipote del pilota americano Robert McIntosh, disperso in azione nel 1944, di cui l’associazione copparese ha recuperato i resti a Santa Cristina di Rimini.

La giornata si è aperta con la visita all’esposizione museale e con i saluti del sindaco, Fabrizio Pagnoni, e del comandante della Compagnia Carabinieri, Capitano Manuel Scacchi.

«Vi porgo il benvenuto a nome della comunità. – ha affermato il primo cittadino – Pur ritrovandoci a rievocare un momento molto doloroso, abbiamo la consapevolezza che esso vuole rappresenta il legame che unisce le nostre radici storiche e la nostra amicizia. Il ricordo del passato è fondamentale per aiutaci a scrivere insieme il nostro futuro».

Fabio Raimondi, presidente degli Archeologi dell’Aria, ha ripercorso le tappe salienti della rocambolesca e minuziosa ricerca che ha condotto all’identificazione e al recupero dei resti di Robert McIntosh. Il 21enne di Tipton, Indiana, il 12 maggio 1944 decollò a bordo del suo P-38 Lightning da Foggia verso l’Emila Romagna: al rientro alla base scomparve, dichiarato prima ‘missing in action’ quindi, il 7 novembre 1945, morto.

Le ricerche del padre furono infruttuose: Jesse E. McIntosh morì nel 1977 senza poter seppellire il figlio. Fu uno storico locale, Augusto Stacchini, a contattare gli Archeologi dell’Aria, che il 12 agosto 2013 effettuarono il primo sopralluogo, per poi effettuare nell’agosto 2015 gli scavi con il competente ente militare statunitense.

Allora furono fondamentali le indicazioni dei testimoni oculari, fra cui Paolo Ghiotti, che ha voluto essere a Copparo per riferire cosa fosse accaduto quella mattina, quando lui aveva appena una decina di anni.

«Avvenne tutto all’improvviso. – ha raccontato – Abbiamo sentito il rumore di un aereo e poi lo abbiamo visto, proveniente da sud, sfiorare il comignolo di una casa colonica e precipitare. Siamo accorsi e nel cratere, da dove si sentiva arrivare il crepitio delle lamiere, abbiamo visto i poveri resti ancora pulsanti. – ha ricordato in lacrime – Poi sono giunti i tedeschi e ci hanno allontanato. Non avrei mai creduto di sapere dopo tanti anni chi fosse quel pilota, tradito dal maltempo».

A lui, che ha confessato di aver sognato fino a pochi anni fa quelle scene devastanti, «la guerra sembra incomprensibile, frutto solo di cattiveria».

Tante le lacrime e gli abbracci, anche alla consegna a Michelle Mattson di un cofanetto contenente un frammento del velivolo del giovane zio, che era stato visto per l’ultima volta da un altro pilota della missione immergersi tra le nuvole, per poi non ricomparire più.

Infine la suggestiva cerimonia dello scambio delle bandiere, statunitense e italiana, piegate dai rievocatori e consegnate rispettivamente l’una a Michelle per donarla al sindaco e l’altra al primo cittadino per porgerla alla nipote di McIntosh. Infine la conclusione sulle note del Silenzio.

red

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