OLIMPIADI – QUANTO VALE UNA MEDAGLIA? – OGNI PAESE RICOMPENSA A MODO SUO GLI ATLETI CHE VINCONO ALLE GARE OLIMPICHE

OLIMPIADI – Un molti si chiedono quanto varrà la medaglia vinta alle olimpiade, valore che cambia secondo il metallo. La credenza popolare porta a dare alla medaglia il valore intrinseco del metallo, moltiplicato per quanto pesa, ma così non è.

Ovvero, la medaglia ha il suo valore, esiguo in quanto non è composta dal solo metallo che “si vince” ma è solo ricoperta da quel metallo, altrimenti il valore sarebbe elevato visto che hanno un peso non irrisorio. Ma torniamo al loro valore, che è quello che ogni nazione gli dà. E qui parliamo di economia oltre che ad evento sportivo. Come detto l’’economia che ruota attorno ai giochi olimpici cambia a seconda dei Paesi: alcuni consentono di monetizzare i propri talenti tramite il settore privato, in altri invece sono i governi a guidare le iniziative economiche, come riporta l’analisi di CNBC.

Per esempio le Filippine, che hanno conquistato la loro prima storica medaglia d’oro con il sollevatore di pesi Hidilyn Diaz, ricompenseranno l’atleta olimpico con circa 500 mila euro. Il Comitato Olimpico degli Stati Uniti premierà gli atleti con 32 mila euro netti per l’oro, 20 mila euro per l’argento e 12 mila euro per il bronzo.

Singapore invece premierà gli atleti e le atlete quasi 20 volte in più rispetto agli Stati Uniti, ma il premio è tassabile e i vincitori saranno tenuti a restituirne una parte alle associazioni sportive nazionali.

COME FUNZIONA IN ITALIA?
Le atlete e gli atleti olimpici sono tra i più pagati per una medaglia: se vincono l’oro ricevono circa 180 mila euro, per una medaglia d’argento ne ricevono 90 mila e 60 mila per un bronzo. Queste ricompense economiche vanno però contestualizzate nel sistema italiano: a differenza di molti altri Paesi infatti il premio viene tassato al 42% dallo Stato e c’è da fare una grande differenza tra i campioni e le campionesse di sport minori e quelli di sport più popolari: un conto è parlare infatti dei campioni e delle campionesse del calcio, del basket o di alcuni ciclisti e nuotatori famosi, che oltre a guadagnare cifre importanti dai propri contratti, hanno entrate anche derivanti dagli sponsor.

Ma la maggior parte dei campioni e delle campionesse che ci stanno facendo sognare alle Olimpiadi sono appartenenti ai cosiddetti sport minori. Spesso si tratta quindi di dipendenti pubblici, nella maggior parte dei casi militari, che oltre allo stipendio da dipendente pubblico ricevono qualche finanziamento dalla federazione nazionale sotto forma di borse di studio. Per molti di loro quindi, raggiungere la vetta più alta alle olimpiadi rappresenta una vittoria personale, sportiva e anche economica, dopo anni di duri sacrifici personali.

(red)

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