Di Athos Barigazzi –

Si è svolta nelle scorse ore un’importante e articolata operazione antibracconaggio interforze nel Delta del Po, coordinata dai Carabinieri Forestali di Porto Tolle, che ha portato al sequestro di una trentina di bertovelli e numerose reti da pesca.

“Abbiamo bisogno di “sentinelle” che aiutino e allertino le forze dell’ordine – afferma l’Assessore regionale alla pesca del Veneto, Cristiano Corazzari – perché questi atteggiamenti vengano stroncati sul nascere. Ringrazio quanti hanno contribuito al successo della operazione come i militari dei Carabinieri Forestali, il personale della Polizia Provinciale di Rovigo e le Guardie Volontarie Ittiche della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee).”

L’intervento è stato eseguito da una ventina di operatori in divisa con l’impiego di cinque natanti, mentre da terra è stato garantito il giusto supporto operativo da parte di ulteriori unità mobili. L’operazione, curata minuziosamente nei dettagli, ha permesso di individuare i numerosi siti dove erano disseminate queste ignobili “trappole” per pesci.

Un duro colpo ai bracconieri poiché non solo è stata prontamente liberata tutta la fauna ittica intrappolata nelle reti, ma sono stati prelevati e sequestrati anche numerosi attrezzi che sono vietati per la pesca.

(fonte: il giornale del po.it)

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Bertüèllo o bertovèllo (Vocabolario Treccani) – Rete da posta fissa, che si adopera sia in mare sia nelle acque dolci, costituita essenzialmente da una rete esterna a forma di cono più o meno lungo, mantenuta distesa da tre, quattro o più cerchi di legno o di ferro, via via più piccoli procedendo dalla base del cono verso il fondo della rete, corrispondente al vertice di esso fissato a un palo piantato sul fondo. Nell’interno della rete principale ne sono collocate altre, sempre di forma conica, incastrate l’una nell’altra in modo che il vertice di ciascuna s’insinui nella bocca di quella successiva, cosicché il pesce possa entrare facilmente ma non uscirne.

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