COPPARO – "UNIONE TERRE E FIUMI" A UN PASSO DAL BURRONE – LA CONVENZIONE SCADE IL 31 DICEMBRE 2019 E NON E' SICURO IL RINNOVO – MA IL NODO E' POLITICO

Copparo – L’unione Terre e Fiumi ad un passo dal burrone. E il leitmotiv è sempre quello: POLITICO. Era inevitabile che sedere al tavolo 3 sindaci con idee politiche diverse (Tresignana e Riva del Po di sinistra e Copparo di destra) ne nascesse il “conflitto”.

Come detto da tempo la “battaglia” all’interno dell’Unione si è trasformata in “guerra“. E come sempre sono le differenze politiche e i pesi che fanno la differenza. Ora, come già ricordato, il sindaco di Tresignana Laura Perelli batte cassa e vuole il presidio della Polizia Municipale, perché fa parte di una delle tante “promesse” fatte in campagna elettorale.

Rileviamo però che anche il sindaco di Riva del Po Andrea Zamboni avanza la stessa richiesta. Ma la coperta è corta e quindi se tiri da una parte scopri l’altra. E se la parte da scoprire dovesse essere quella copparese?

Perché devono essere sempre i comuni più piccoli a rinunciare ai servizi a vantaggio di quelli più grandi?

Cercare di bilanciare un po’ il peso di questa “coperta corta” non sarebbe male. Se mancano 7 o 8 agenti di Polizia Locale rispetto al necessario la “colpa” non è certo di Tresignana e/o di Riva del Po. E poi la convenzione. Che mi sono sempre chiesto a cosa serve.

Provate a rileggere i motivi di questa convenzione e capirete che sono pressoché rinunciabili, magari a vantaggio di qualche assunzione in più. Mi chiedo e chiedo se non sia possibile trovare all’interno della Polizia dell’Unione una figura che possa fare il comandante. Servono requisiti specifici, che forse nessuno ha, ma perché non si è mai pensato di attuare una politica in questo senso. Ed allora via alla convenzione, per individuare la figura con tali requisiti.

Pagnoni tira a destra (Unione Terre Estensi), Perelli e Zamboni tirano a sinistra (Unioni Valli e Delizie con l’attuale comandante): vuoi mai che la corda di spezzasse.

Come sempre siamo al nodo politico e se tanto mi da tanto ritorniamo ai soliti discorsi e risultati. La scadenza dell’Unione è fissata per il 31 dicembre 2019. Lì scadranno tutte le convenzioni, compresa quella della Polizia Locale. Saprà il Presidente dell’Unione Andrea Zamboni sbrigare la matassa? Per poter proseguire con l’attività dell’Unione?

Si è detto più volte (ribadisco che quando si ripetono sempre le stesse cose significa che siamo sempre allo stesso punto, con un nulla di fatto) che se l’Unione esiste ancora e nessuno ha pensato di scioglierla significa che fa “comodo” a tutti, nonostante le sue difficoltà e diversità.

Ed ora da buon medico Zamboni non dovrebbe sbagliare la diagnosi, altrimenti il paziente muore, a meno che………….

E poi separati in casa non è poi così brutto.

(ci.ci.)

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