SERRAVALLE, IL PROBLEMA DEI NUOVI INQUINANTI (PFAS) PRESENTI NEL FIUME PO E CHE PREOCCUPANO IL VENETO SEMBRANO NON COSTITUIRE UNA MINACCIA PER LA SPONDA EMILIANA

FRANCESCO GENNARO EUROPA VERDE ROVIGO (rovigooggi.it)

Serravalle(dall’inviato Luccico) Nell’ultimo fine settimana si è consumato l’ennesimo diverbio dei Pfas, gli inquinanti di ultima generazione che invadono il Po. Naturalmente siamo sempre sulla sponda Veneta, perché su quella Emiliana evidentemente non crea problemi (sembra perfino che in mezzo al Po ci sia un divisorio, una sorta di argine che impedisce agli Pfas di arrivare sulla sponda destra).

Dopo le dichiarazioni, abbastanza pesanti, fatte da Monica Manto, direttrice generale di Acquevenete, che prevede una chiusura a scalare di tutte le centrali di potabilizzazione che pescano nel Po, evitando così di esporre i cittadini a incontaminazione da Pfas, interviene Francesco Gennaro, rappresentante di Europa Verde Rovigo.

Per Gennaro il fatto di avere centrali di potabilizzazione che pescano nel Po rappresenta un controllo sul grande fiume.

“Con l’arrivo della conduttura pedemontana – spiega Gennaro – il rischio per i grandi fiumi è che diventino fonte di inquinamento incontrollato per terreni, colture, pesci, molluschi, cittadini e turisti”.

“Molto discutibile – dice Europa Verde – è l’intervento di Monica Manto, quando parla della programmazione degli investimenti. Nulla da eccepire sulla buona volontà e sull’impegno nel monitoraggio dei Pfas e degli altri nuovi sospetti inquinanti come il composto denominato C604 che inquina il fiume Po.

Ma quando la direttrice sciorina il prossimo investimento di 120 milioni di euro per le condotte che porteranno l’acqua dalla pedemontana fino a Cavarzere e a tutto il Polesine, per chi ha un po’ di memoria, vengono i brividi.

Cosa si può dire della programmata chiusura delle attuali centrali di potabilizzazione sia sul Po che, successivamente, sull’Adige?”.

Ai dirigenti regionali e alla direttrice di Acquevenete il comitato Europa Verde di Rovigo fa una semplice domanda:  “chi controllerà l’inquinamento dei due grandi fiumi che bagnano il Polesine quando l’acqua che porteranno non servirà più per essere potabilizzata e data ai cittadini?

Il destino del Polesine, se non cambiano le politiche regionali appare segnato: Adige e Po saranno la fogna incontrollata della Pianura padana, con danni enormi anche per le popolazioni che vivono sul Delta e sul mare, ricettacolo di ogni porcheria che andrà a inquinare pesci, molluschi e turisti”.

Le attuali centrali di potabilizzazione costituiscono, e per Europa Verde dovranno ancora costituire, un fondamentale presidio di tutela e di controllo della qualità dell’acqua.  “Anche se per motivi economici il loro numero dovesse ridursi, è fondamentale che non vengano tutte dismesse – afferma con forza Francesco Gennaro di Europa Verde – In una rete idrica integrata, potrebbero ancora servire a mantenere un eventuale fonte di approvvigionamento alternativa, in caso di improvvisi e imprevedibili shock della fonte pedemontana, come ci ha insegnato il caso dei Pfas”.

E noi ferraresi che ci stiamo a fare? Ahh, dimenticavo dell’argine presente in mezzo al Po…

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