BERRA, RITORNANO I CONTRIBUTI TAGLIATI DAL GOVERNO PRECEDENTE E CON ESSO LA SPERANZA DI RISTRUTTURAZIONE PER IL TEATRO COMUNALE

BerraRitornano i contributi preannunciati della fusione e con essi la potenziale salvezza del teatro comunale “Orestino Tumiati” di Berra.

Il dimezzamento dei contributi operati dal precedente governo (lega-movimento 5 star) nei confronti dei comuni nati per fusione avevano tagliato le gambe all’amministratore comunale di Riva del Po, che si vedeva costretta a riprogettare i propri programmi, con inevitabili tagli ai lavori.

Ora, con l’attuale governo (PD – movimento 5 star), le cose si rimettono apposto e, anche se non ancora ufficiale, gli euro promessi arriveranno. E con essi la sistemazione del teatro.

La storia
Trasformato in teatro “polivalente”, consacrazione confermata dopo gli ultimi lavori eseguiti nel 2017 (costo complessivo 342mila euro, con il 70% arrivato da vari contributi), il teatro nasce come sala cinematografica.

La crisi del settore costrinse il proprietario (Fusetti) a chiuderlo. L’acquisto da parte dell’amministrazione comunale fu immediata, per non veder chiudere definitivamente questo prezioso contenitore: cinema, ballo, congressi, feste di ogni genere, assemblee ed altro.

Insomma, come si dice, un bene prezioso. Così ora la sua chiusura preoccupa un po’ tutti e per svariati motivi: per gli investimenti fatti, che altrimenti andranno persi, ma soprattutto per la mancanza di un luogo alternativo adatto ad accogliere tanta gente.

Un contenitore inagibile
L’amministrazione comunale lo aveva dato in gestione, con una convenzione, all’Associazione Cultura e Spettacolo Berrese, convenzione che è stata sciolta per ovvi motivi.

Dalla stessa associazione attendono con ansia e speranza la sua riattivazione, perché rappresenta il contenitore ideale per svolgere le loro iniziative di promozione del territorio.

L’assenza dell’agibilità permanente sta nella mancanza dell’autorizzazione da parte della Commissione preposta, che si avvale di numerosi esperti di diversi settori, che non è ancora stata interpellata dall’amministrazione.

Ma prima di fare questo bisogna effettuare tutti i lavori di messa a norma. In poche parole sono due gli interventi da fare: sistemare la balaustra del loggione, perché è troppo bassa secondo gli standard di legge e  l’insonorizzazione, perché chi sta fuori dal locale non deve sentire il frastuono che si fa all’interno durante le manifestazioni.

E poi interpellare la Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, perchè conceda l’agibilità definitiva. Una cosa più facile da dirsi che da farsi ma che sicuramente deve avere un seguito, perché sarebbe un peccato lasciare andare una struttura del  genere, sopratutto dopo che negli anni passati si sono spesi tanti soldi per farlo ritornare fruibile.

Ma anche perché si va verso la stagione invernale dove le iniziative, di qualsiasi genere, hanno bisogno di un contenitore capiente come questo.

(doma)

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